L’insostenibile fascino del venerdì 13

L’insostenibile fascino del venerdì 13

 

Eravate convinti che solo noi italiani siamo un popolo di superstiziosi? Vi sbagliavate. La paura del venerdì 13 è più diffusa nel mondo di quanto pensiate.

Secondo un’analisi condotta da Expedia e Airlines Reporting Corporation nel 2015, i biglietti aerei acquistati il venerdì sono i più costosi rispetto ad altri giorni. Sembra però che le compagnie aeree abbiano a che fare da anni con un calo di prenotazioni il venerdì 13. Nessuno vuole volare in questo giorno. La buona notizia è che si vola a prezzo scontato.

Secondo i dati dal portale di viaggi Kayak, i voli domestici nel Regno Unito durante i venerdì 13 costano intorno agli 85 dollari in meno della media mensile. Lo stesso si verifica in Francia, Svezia, e Austria. Negli Stati Uniti, la differenza è invece solo di 18 dollari.

Esiste addirittura un termine coniato ad hoc per la fobia del venerdì 13: “parascevedecatriafobia”.

Perché tutta questa paura?

Una spiegazione risale alla mitologia scandinava: c’erano 12 semidei e poi arrivò il tredicesimo, Loki. Ma era crudele con gli uomini. Da qui il 13, in quelle terre, è divenuto segno di malaugurio.

Altri legano la superstizione al fatto che c’erano 13 persone all’Ultima Cena di Cristo. Il tredicesimo commensale era Giuda.

C’è chi dice che la cattiva fama del venerdì 13 risalga all’epoca assiro-babilonese. Secondo le loro concezioni astrologiche, 12 era il numero perfetto. Proprio il fatto che il 13 viene dopo il 12 avrebbe assicurato a questo numero la fama di portasfortuna.

Quanto al venerdì, forse è considerato infausto perché Cristo fu crocefisso in quel giorno. Per i musulmani, invece, è infausto perché è il giorno in cui Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito.

La distinzione tra giorni positivi e negativi era già nota alla tradizione romana. Esisteva infatti una distinzione tra dies fasti – in cui si poteva amministrare la giustizia – e nefasti. Il martedì era “sfortunato” perché dedicato a Marte, dio della discordia. Si credeva che i figli concepiti di venerdì avrebbero avuto una vita difficile. Gli anni bisestili invece che cominciavano in questo giorno sarebbero stati catastrofici.

D’altronde, le nostre nonne ci ricordano che “né di venere né di marte, non si sposa né si parte; né si dà principio all’arte”.

Dato il passato anno bisesto e decisamente funesto, noi consigliamo un piccolo accessorio portafortuna: un paio di occhiali Smorfia con un peperoncino di corallo sul terminale dell’asta.

La fortuna la si crea…e la si indossa!

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